Giovanni Marongiu (1975-1993)

 

Giovanni Marongiu, Presidente dal 1975 al 1993

 
Giovanni Marongiu nasce a Cabras (Oristano) l'11 settembre 1929. Consegue la maturità classica presso il Liceo “De Castro” di Oristano. Si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Cagliari. Fin da ragazzo dedica molto del suo tempo alla Gioventù di Azione Cattolica, impegnandosi nello studio dei problemi sociali ed economici della zona; è del pari impegnato nel processo educativo dei giovani. Nel 1955 lascia la Sardegna e si stabilisce a Roma, dove consegue la laurea discutendo la tesi su “Attività di controllo e indirizzo della Pubblica Amministrazione”.
Nel 1958 collabora col Ministro Giulio Pastore, allora Presidente del Comitato di Ministri per gli interventi straordinari nel Mezzogiorno, e quando Vittorio Bachelet lascia l'incarico di responsabile dell'Ufficio Legislativo del Ministero, Giovanni Marongiu viene chiamato a sostituirlo.
Nel 1963 scrive il libro “La direzione della teoria giuridica nell'organizzazione amministrativa”, testo poi ampliato in funzione della libera docenza conseguita a Roma nel 1966.
 Giovanni Marongiu è stato, dal 1963 al 1971, Consigliere di Amministrazione della Cassa per il Mezzogiorno, dal '67 al '76 Presidente del Formez e dal '75 al '93 Presidente della Fondazione Giulio Pastore. Nel 1976 diventa ordinario di Diritto Amministrativo. Dal 1978 al 1987 è docente presso la Scuola superiore della Pubblica Amministrazione e dal 1986 al 1991 è docente di Scienze dell'Amministrazione e di Diritto Pubblico dell'economia presso la LUISS. Dal 1988 è ordinario di Diritto Pubblico dell'Economia presso l'Università di Tor Vergata a Roma. È direttore responsabile della rivista “Il Progetto”. È stato membro del Consiglio di Amministrazione della Svimez e coordinatore della rivista “Progetti di Amministrazione Pubblica” del Formez.
Dal luglio 1990 all'aprile del 1991 è stato ministro per gli Interventi Straordinari nel Mezzogiorno, nell'ultimo governo Andreotti. Muore a Roma il 10 novembre 1993.