DOBBIAMO CREARE TUTTO DAL NUOVO

Dobbiamo creare tutto dal nuovo. Il divenire della Cisl: fondamenti, incontri, esperienze, a cura di Adriana Coppola e Francesco Lauria, Edizioni Lavoro, 2021, pp. 237.

Il 9 e il 10 dicembre 2020 si è tenuta una sessione delle «Giornate annuali di storiografia e cultura sindacale», da diversi anni atteso momento di incontro realizzato dal Centro Studi e dalla Fondazione Ezio Tarantelli in collaborazione con la Fondazione Giulio Pastore, la Fondazione Vera Nocentini, BiblioLavoro, l'Archivio storico Cisl Emilia centrale e l'Archivio storico USR Cisl Veneto.

La seconda ondata della pandemia ha costretto a svolgere i lavori su una piattaforma online. Può anche darsi che questa soluzione a distanza abbia favorito un seguito particolarmente elevato rispetto agli anni precedenti in cui la presenza fisica negli accoglienti spazi di via della Piazzola poteva subire vari condizionamenti logistici. Certo è che la partecipazione di circa 200 persone tra cui molti giovani, ha dato segno di un particolare interesse per la cultura storica e in particolare per la storia della Cisl.

 Il 2020 è stato certamente un anno speciale data la ricorrenza dei Settant'anni dalla fondazione della nuova Confederazione voluta da Giulio Pastore. Il titolo del seminario meritava tanto interesse: «La cultura sindacale in divenire della Cisl. Apporti, esperienze, relazioni transnazionali in settanta anni di storia». Il titolo del volume che raccoglie gli atti di quel convegno si ispira invece a una frase Di Giulio Pastore al primo Congresso nazionale della Cisl, nel novembre 1951, riportata nel programma dei lavori: «noi non abbiamo nulla dietro di noi. Non partiti, non movimenti ideologici; non abbiamo neanche una tradizione, perché non esiste in Italia la tradizione del sindacalismo nella formula da noi enunciata. Dobbiamo creare tutto dal nuovo». Ricorda Gigi Sbarra nella prefazione del volume che questa creazione «dal nuovo» evoca un'organizzazione che spiegava le vele verso la terra promessa indicata da Achille Grandi ma narrava ad un tempo «di un sindacato che ha scelto di immaginare il futuro, costruire ipotesi anche visionarie (pensiamo alla contrattazione aziendale), ma anche un percorso concreto e pragmatico per realizzarle)». Come sanno bene gli storici, non esiste fenomeno sociale tanto innovativo da essere privo di radicamenti nel passato e nella storia di coloro (Grandi, Pastore …) che determinano la discontinuità.

L’interesse suscitato dal seminario dipende anche dal rilievo dell’accostamento storico a questa oggettiva complessità in una stagione in cui altre aree disciplinari dimostrano evidenti limiti nell'analizzare e nel comprendere gli accadimenti in corso. Si pensi alla modesta incidenza delle analisi sociologiche e alle difficoltà dei politologi nell’adattare i loro schemi interpretativi alla costante rigenerazione quotidiana delle dinamiche politiche a livello nazionale e internazionale.

Il volume curato da Adriana Coppola e Francesco Lauria dà conto in modo articolato e approfondito dei processi storici che hanno generato e dato sostanza sino ad oggi all'esperienza della Cisl. Una traiettoria in costante divenire a partire dai suoi fondamenti sulle tracce di influenze interne ed internazionali incrociate con una potente discontinuità originaria in cui Bruno Manghi ha identificato, nel suo intervento, le matrici di un’inesauribile necessità di sperimentazione e di incontro.

Il volume riproduce uno degli indiscutibili pregi delle giornate annuali del Centro studi: dare voce a linee interpretative, orientamenti culturali e sensibilità personali differenziate ma altrettanto certamente identificabili ciascuna come espressione dell’affascinante storia della Cisl. Un merito accentuato oggi da quei processi di semplificazione del dibattito culturale il cui basso profilo, tra fake news e negazionismi demenziali, identifica un pensiero unico senza essere un pensiero.

A.C.