Il bilancio di missione della CISL Nazionale

di Marco Amadori

Nei precedenti numeri di L&S abbiamo presentato l’esperienza di rendicontazione sociale di una confederazione regionale e di una territoriale. Sin dal 2015, la rendicontazione sociale della Cisl Nazionale - con il titolo “Bilancio di missione di via Po 21” -  ha fatto da “apripista” alle successive elaborazioni del Laboratorio LaReS della FGP. Il testo a stampa del “Bilancio di missione Cisl Nazionale 2019-2020”, intitolato “Antiche e nuove responsabilità”, verrà distribuito ai delegati presenti al XIX Congresso confederale (Roma, 25-28 maggio 2022).

La CISL Nazionale ha recentemente presentato il suo terzo bilancio di missione per gli anni 2019-2020, confermando così la continuità dell’impegno col Laboratorio LaReS. Si tratta di un’esperienza unica a livello di sindacato confederale nazionale. Se si allarga il confronto al panorama internazionale, il primato si conferma in quanto alcuni sindacati stranieri producono degli elaborati definiti “relazioni annuali di coerenza”, che non rientrano però nella fattispecie delle rendicontazioni sociali.

Tale unicità non vale come segno di uno sterile primato, bensì per evidenziare quell’approccio di politica organizzativa che rappresenta il vero valore aggiunto della rendicontazione sociale (vedi numero 3 di L&S).

Avendo ben chiaro l’obiettivo, il primo “nodo” che il Laboratorio LaReS ha dovuto affrontare è stato quello del cosiddetto perimetro: l’identificazione delle attività da rilevare e il soggetto produttore delle stesse. La complessità delle organizzazioni sindacali, e in particolare di quelle confederali, comporta la necessità di delimitare rigorosamente il campo d’indagine. Solo così si potrà cercare di cogliere le opportunità di miglioramento organizzativo ed evitare la dispersione di una ricognizione che rischierebbe di essere ampia, ma superficiale. LaReS ha individuato il “campo di ricerca” nei collaboratori della sede CISL di via Po 21 in Roma, per quanto dislocati fisicamente in vari edifici,  riconducibili organizzativamente alla Confederazione nazionale.

Ogni edizione del bilancio di missione presenta elementi innovativi rispetto alle precedenti, con una progressione nella quantità e nella qualità delle informazioni rappresentate. La rendicontazione sociale, infatti, è un processo circolare il cui lavoro si arricchisce di volta in volta delle esperienze precedenti. Deve tenere conto, inoltre, delle contingenze. Ad esempio, la pandemia del 2020 è stato un evento che ha causato forti cambiamenti nell’attività confederale che sono stati rilevati utilizzando, necessariamente, anche nuove metodologie. Per l’anno 2020 si è proceduto a inviare ai collaboratori di via Po un questionario per constatare se e come l’emergenza Covid abbia modificato la loro attività lavorativa.

Ma lo strumento d’indagine che rende unico il bilancio di missione CISL nel panorama della rendicontazione sociale è la ricerca sulle attività svolte. Si tratta di una modalità con la quale ogni collaboratore riporta gli impegni di lavoro in forma aggregata per tipologia di attività, successivamente i dati singoli vengono sommati per attività e poi aggregati per area. Lo scopo è di rappresentare visivamente e complessivamente l’impegno della CISL, in quale direzione è proiettato e consentire agli organi competenti di effettuare le relative considerazioni strategiche.

È qui che si tocca con mano uno degli aspetti più concreti del miglioramento organizzativo che la rendicontazione sociale può offrire.

La CISL ha confermato a LaReS la redazione dei due prossimi bilanci di missione (2021-2022 e 2023-2024). L’esperienza maturata propone un modello per le strutture cisline, cui approcciarsi con una programmazione strutturata, con professionalità che conoscono il mondo sindacale, con la consapevolezza di un periodo medio di lavoro e con la condivisione di chi opera nella struttura.